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"È stato detto che le periferie urbane sono spazi in cui il "senso del luogo" non esiste, in cui l'assenza di storia e la mancanza di determinazioni locali riducono a zero l'identità del "locus" in senso classico. Quando tanti discorsi sulla progettualità urbana basati sul rispetto e la fedeltà a questo genius loci, scoprire le periferie come luoghi privi di identità spaziale appare a volte come proposta di un'affermazione liberatrice e polemica.

Si può però partire da un'analisi diversa. E affermare che, effettivamente, il senso classico del luego è scomparso in quelle aree urbane in cui prevale la discontinuità delle forme edificate, e che dove gli spazi vuoti sono predominanti, vi è un altro senso caratteristico del luogo: quello della sensazione di attesa dei vuoti e di indifferenza delle costruzioni. Non stiamo dicendo che le costruzioni periferiche si definiscano per un essere indiferenti di per sé como oggetti, ma per l'essere indifferenti fra di loro. È la loro mancanza di differenze sensibili ciò che fa della periferia un terreno vertiginoso di immagini, che i fotografi e i registri contemporanei hanno aferrato benissimo e che noi architetti assumiamo con difficoltà. La forza di questi paesaggi sta nel fatto che l'attività e l'edilizia - i temi tradizionalmente trattati dagli architetti - sono sempre più deboli della presenza continua dello spazio vuoto."

 

 

 

Solà -Morales
Armesto
Martí
Parcerisa
Rubert

 

 

 

 

Col·laboradors:
Aldomà
Renieblas